EuroJob - Hattrick Team 5 - 2
(A cura di Ribho - Riviste dal capitano)
Prosegue il momento di crisi per Hattrick team
Seconda sconfitta di fila per l’ormai ex capolista. L’assenza di gioco, celata nelle prime uscite, emerge prepotentemente gettando nello sconforto la compagine blu-azzurra.
L’unica nota positiva per il futuro è il quasi recupero della “pedina Pedano” (detto anche Jeff Turner per gli amici). Per il resto è buio completo. La squadra è rimasta in partita per un tempo solo per poi soccombere nei successivi 20 minuti.
Dopo un avvio come sempre timoroso, l’hattrick subisce il primo gol di Eurojob su di una disattenzione difensiva ma rimane in partita con l’ingresso di un Pedano a mezzo servizio che concretizza una palla morta nell’area avversaria. Poi il nulla. Le fiacche triangolazioni avversarie non creano timori alla porta difesa da micio; sta di fatto però che al secondo errorino dietro il numero 10 di Eurojob timbra il cartellino. La ripresa fa registrare la peggiore prestazione della squadra dall’inizio del torneo. La palla risulta più tonda per le maglie nere mentre per gli azzurri pare un arnese da sei nazioni. Così mentre sulla porta di micio si abbatte uno tzunami di pance belle rotonde che il nero non riesce a smagrire la fase offensiva dell’ hattrick pare sterile come i cerotti di qui quo qua: simo si mette la maglia di del piero dell’indimenticabile finale di euro2000, poco coadiuvato dalle fasce coperte da cako e ivan che dimostrano una apertura alare degna di un passerottino appena svezzato e gettato tra le fauci del mondo reale da una madre ingrata. La madre in questione è il dio calcio; un dio a forma di sfera non pervenuto perché impegnato con la sorella fortuna ad assistere gli avversari. Ed infatti il capitolo delle recriminazioni si apre con un mancato cartellino giallo-arancio al 10 in nero che minaccia l’arbitro con fare da “ras del quartiere” a metà primo tempo; prosegue con la fiera delle biglie che prima rimbalzano male, poi poco, poi troppo poi “che ne so io” creando diversi problemi negli stop e negli appoggi. L’ultima magra consolazione sta nel coefficiente sfiga che permette a loro di segnare a mò di ping pong e agli azzurri di mirare il consueto target dei 100 punti sopra la traversa.
Ciò che davvero salta all’occhio è la poca convinzione e la minuscola rabbia agonistica messa in campo. Ora appare chiaro che le quattro vittorie di fila erano figlie di un gioco sviluppato a intermittenza e salvato dalla critica solo dalle individualità. Il morale sotto le suole non può emergere e non deve essere palesato durante la gara. In definitiva manca lo spirito di sacrificio, la fiducia nei compagni e la voglia di buttare in campo i gioiellini di famiglia. L’attenuante degli assenti e dei mezzo-servizio non può risultare tale se poi non ci si spreme a fondo per salvare il salvabile. E ciò vale per tutti nessuno escluso.
Pagelle, dure come il terreno sotto i piedi. E si spera costruttive, perché sarebbe un peccato mandare in fumo quello che di bello ha saputo dimostrare la squadra nelle prime giornate. Ora più che mai serve l’aiuto di tutti.
Micio. 6. Para quel che può e quel che non può non è di certo colpa sua.
Ribo. 5. Non capisce come marcare il perno di eurojob. Si sposta in fascia e corre a vuoto. Ha sulla coscienza il primo gol su punizione. Era andata meglio con brancaccio. Conan sembra un barbaro imborghesito o se preferite un lillipuziano di fronte a gulliver. Male.
Cako. 5. Punge poco sulla destra nonostante lo sbattimento che si fa su e giù. Sbaglia alcuni disimpegni. Meglio in fase propositiva che in quella difensiva.
Ivan. 5. Non è in grado di coprire, lo si sapeva e lo dimostra. Sopra la metà campo però non incide. Le rare occasioni da gol paiono più frutto del caso che della razionalità.
Mirko. 6,5 il migliore. Assurdo. È al 5% e zoppica. Però fa meglio del centrale difensivo, dell’ala (perché fa gol) e dell’attaccante (perché va su una volta su corner e insacca). Manca che si metta tra i pali e potrebbe vincere in tutte le discipline del trivial pursuit. Esempio per tutti.
Kry. 4,5. Non pervenuto. Ha fretta negli appoggi di prima quando gioca largo a sinistra poi pare un regionale FS potenza-crotone quando decide di tirare. Però non lo fa. Dal bomber titolare ci si aspettava di più. La straripante voglia di giocare che dimostra nel riscaldamento è una lontana parente emigrata in argentina nel “ventennio” di quella che poi mette in campo, soprattutto nella ripresa.
Simo. 4. Spaesato. Non è mai dove deve essere in fase costruttiva. Lascia in canna almeno cinque occasioni da rete limpide come la sorgente di Prima Luna della Norda. Il nervosismo lo condiziona. Da rivedere con più calma.
Gianni Brera Ribho
martedì 20 maggio 2008
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